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Castello di Thiene: un 2025 da record tra cultura, musica e nuove aperture

Il Castello di Thiene ha chiuso l'anno con numeri che parlano chiaro: il 10% in più di visitatori rispetto al 2024 e una programmazione che ha saputo unire tradizione e innovazione.

Non male per una dimora storica che continua a dimostrare come il patrimonio culturale possa essere vivo, accessibile e profondamente legato al suo territorio.

Un luogo che cresce (e che sa fare rete)

Quello che colpisce del progetto portato avanti da Francesca di Thiene e dalla sua famiglia è la capacità di guardare oltre i confini. Quest'anno le collaborazioni con Dimore Amiche del Veneto e ADSI hanno creato sinergie importanti, mentre il lavoro con Veneto Segreto ha portato al castello persone nuove, curiose di scoprire angoli e storie meno battute.

E poi ci sono state le aperture straordinarie: San Valentino con visite romantiche, percorsi a tema e giornate speciali. Insomma, il castello non è rimasto fermo ad aspettare che qualcuno bussasse alla porta, ma l’ha spalancata accogliendo con entusiasmo i suoi visitatori.

«Abbiamo scelto di valorizzare il Castello di Thiene come bene culturale, ma anche come spazio condiviso capace di dare la giusta luce al territorio», racconta Francesca di Thiene. «In una regione piena di ville storiche come la nostra, crediamo che fare rete sia fondamentale. Salvaguardare significa anche aprire, raccontare, condividere».

Quando la musica entra (e si ferma)

Se c'è una cosa che ha caratterizzato il 2025, è stata la musica. Il castello ha ospitato una tappa del festival “Le Dimore della Musica”, in collaborazione con la Società del Quartetto di Vicenza, e una settimana intera dedicata a concerti e masterclass con “Castello in Musica”.

Il Maestro Massimo Somenzi ha coordinato un programma che ha fatto incontrare grandi interpreti e giovani talenti, trasformando gli spazi storici in una sorta di accademia a cielo aperto. Perché il bello di un posto così è proprio questo: non è solo uno scenario, ma diventa parte dell'esperienza.

Shakespeare torna a casa (anzi, al castello)

Sul fronte teatro, la compagnia L'Archibugio ha portato avanti un progetto site specific davvero interessante. Il mercante di Venezia e Amleto sono stati messi in scena sfruttando l'architettura e l'atmosfera del castello, che è diventato scenografia naturale e personaggio a sua volta.

Non è teatro "dentro" il castello, è teatro "con" il castello. E la differenza si sente.

L'archivio che racconta secoli di storie

Uno dei progetti più significativi dell'anno è stata la conclusione del lavoro sull'Archivio storico della famiglia Capra, che copre documenti dall'XI al XIX secolo. Non stiamo parlando solo di carte polverose: è memoria viva, sono storie di persone, territorio, cambiamenti.

Il progetto Carte in dimora, promosso da ADSI, ha dato al castello un ruolo ancora più forte come luogo di ricerca e divulgazione. E questa attenzione alla storia è forse la cosa che fa la differenza tra un museo e un posto che respira.

Famiglie, bambini e un pizzico di magia

Il castello non ha dimenticato il pubblico dei più piccoli, continuando ad investire in una programmazione dedicata alle famiglie. Durante l'anno sono stati organizzati percorsi tematici come Alice nel Castello delle Meraviglie e Frozen, oltre a eventi stagionali che hanno scandito i mesi dell’anno.

L'estate ha portato Una notte da fiaba in Castello, mentre l'autunno si è acceso con The Farm per Halloween. Non sono mancati Viaggio nel Rinascimento, per rivivere le atmosfere del Cinquecento, e Il Magico Castello di Babbo Natale per chiudere l'anno in bellezza.

Nel 2026 tornerà anche l'appuntamento con la Scuola di Magia Italiana, dedicata al magico mondo di Harry Potter.

Le iscrizioni sono già aperte.

Il parco: polmone verde (e storico)

Non si vive di soli eventi. Il 2025 ha visto anche un importante lavoro di tutela del parco, con la cura degli alberi ad alto fusto e degli esemplari centenari.

Perché il paesaggio non è solo un contorno: fa parte della storia del luogo e va protetto con la stessa attenzione riservata alle mura del castello.

Un'attenzione mediatica in crescita

Il fermento culturale attorno al Castello di Thiene non è passato inosservato. Nel corso del 2025 Il Giornale di Vicenza e diverse testate online come Vicenza Today e Nord Est 24 hanno dedicato spazio alle iniziative della dimora storica, raccontando gli eventi musicali, le rappresentazioni teatrali e i progetti di valorizzazione dell'archivio.

Un'attenzione mediatica che ha contribuito ad ampliare la visibilità del castello ben oltre i confini provinciali e regionali, confermando come la qualità della programmazione e l'originalità delle proposte sappiano generare interesse e coinvolgimento anche presso il pubblico più lontano.

Riviste di prestigio come Domus e Marie Claire hanno dedicato degli articoli sul recupero culturale del Castello di Thiene grazie al percorso multimediale inaugurato nel 2024.

E adesso? Il 2026 è già qui

I progetti per il nuovo anno sono già in corso ed in fase di definizione. Si rafforzerà la programmazione musicale, tornerà Design in Villa in una versione ancora più condivisa tra diverse sedi, e continuerà il lavoro sull'archivio con Carte in dimora e la Giornata Nazionale delle Dimore Storiche del 24 maggio.

Proseguiranno le attività per famiglie e crescerà l'apertura verso il mondo produttivo, sempre con un occhio attento a mantenere l'identità del luogo.

Insomma, il Castello di Thiene non è solo un bel posto da visitare. È un progetto culturale che funziona, che cresce e che dimostra come si possa fare patrimonio senza chiudersi in se stessi.

E i numeri, alla fine, gli danno ragione.


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