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Dimore Storiche Italiane: arte e tecnologia al Castello di Thiene

Il futuro delle Dimore Storiche Italiane: il Castello di Thiene tra tecnologia e storia

Il patrimonio culturale della Regione del Veneto si arricchisce di innovazioni tecnologiche che rendono le Dimore Storiche Italiane sempre più accessibili e coinvolgenti. 

Al recente convegno “Innovazione, digitalizzazione e AI, il futuro della valorizzazione del patrimonio culturale” tenutosi a Palazzo Ferro-Fini a Venezia, organizzato dall’Associazione Dimore Storiche Italiane (ADSI) in collaborazione con il Castello di Thiene e con il patrocinio dell’Istituto Regionale Ville Venete (IRVV) e del Consiglio Regionale del Veneto, si è discusso di come strumenti come l’intelligenza artificiale e la realtà aumentata possano trasformare completamente l’esperienza di visita.

Ne è un esempio il Castello di Thiene, villa storica di epoca pre-palladiana situata nell’area Pedemontana Veneta, a una ventina di chilometri da Marostica e Bassano del Grappa.

 

Il Castello di Thiene: un’esperienza immersiva con gli specchi magici

Il Castello di Thiene ha aperto le porte all’innovazione tecnologica. Grazie alla volontà di Francesca di Thiene, comproprietaria del Castello, è stato inaugurato lo scorso Settembre un percorso interattivo che sfrutta la realtà aumentata e l’intelligenza artificiale. Francesca spiega infatti come questo progetto corale sia stato concepito per attrarre turisti, soprattutto stranieri, e favorire una visita immersiva ed esperienziale.

“Abbiamo deciso di abbracciare la tecnologia per offrire ai nostri visitatori un’esperienza unica e coinvolgente: un percorso innovativo in cui la realtà aumentata si fonde con specchi animati che svelano racconti e aneddoti di epoche passate.”

 

 

Nel progetto del Castello di Thiene essenziale è stato il lavoro di Artshell, che ha messo in atto l’archiviazione digitale di parte del patrimonio artistico di questa dimora.

“Le collezioni digitalizzate, non più confinate all'interno di musei, archivi o dimore private, possono diventare anche una fonte di nuovi modelli di business attraverso la creazione di prodotti e servizi innovativi, come visite virtuali e mostre online”, ha specificato Bernabò Visconti di Modrone, Founder and AD Artshell (Milano).

Realizzare questo ambizioso progetto ha richiesto un anno di lavoro e un investimento di 250 mila euro, in parte coperti da un bando della Regione del Veneto nell’ambito del PR Veneto FESR 2021-2027. DGR n. 339/2023. Azione 1.3.11, Sub Azione A.

 

Innovazione nelle Dimore Storiche Italiane: l’impegno delle istituzioni e delle aziende

Cristiano Corazzari, assessore alla Cultura della Regione Veneto, ha evidenziato come la digitalizzazione dei beni culturali sia tra le priorità. L’obiettivo, sostenuto dai fondi del PNRR, è rendere il patrimonio artistico e storico della regione accessibile a un pubblico moderno.

“In Veneto, la trasformazione digitale e l’introduzione dell’AI per valorizzare il patrimonio culturale stanno assumendo un ruolo sempre più significativo.”

Come spiegato da Francesca Mandelli, Head of Content Strategy & Storytelling di Dotdotdot:

"Il vero valore di questo progetto risiede nella capacità di raccontare storie in un modo contemporaneo e coinvolgente, facendo rivivere il passato attraverso nuovi linguaggi e tecnologie. Questo approccio innovativo alla narrazione permette di attirare un pubblico sempre più esigente e diversificato, ampliando l’accessibilità del patrimonio culturale a un pubblico più ampio."

Alla discussione ha contribuito anche Giulio Gidoni, Presidente di ADSI Veneto, il quale ha sottolineato l’importanza di preservare il passato con un occhio rivolto al futuro, dichiarando:

“Abbiamo il compito di tutelare case, ville e giardini che racchiudono secoli di storia, ma è fondamentale mantenere la curiosità verso le nuove tecnologie."

Dario Peroni, Founder di Weble Srl, ha evidenziato come un approccio olistico alla promozione sia indispensabile per garantire un’esperienza di visita immersiva e integrata:

“In un sistema interconnesso come quello della visita a un bene culturale, è fondamentale che ogni elemento del marketing lavori in sinergia per arricchire l’esperienza complessiva.”

 

AI e Realtà Aumentata nelle ville venete: un’evoluzione a misura di visitatori

Alessandro Masserdotti, CTO di Dotdotdot di Milano, ha parlato dell’utilizzo dell’AI per rendere l’esperienza di visita più completa e coinvolgente. Ha citato il Castello di Thiene come esempio pionieristico di come l’AI può essere utilizzata per far rivivere ai visitatori le sensazioni dell’epoca in cui il Castello di Thiene viveva il suo splendore, l’età pre-palladiana.

Masserdotti ha poi raccontato l’esperienza di Dotdotdot con il progetto DataBugs, in cui l’AI è stata appunto impiegata per sensibilizzare i visitatori su tematiche attuali attraverso interazioni immersive.

Anche Paolo Giulini, Founding Partner di Culture Sagl e membro del board di UBI Fondazione CAB, ha insistito sull’importanza di un piano industriale turistico-culturale che possa valorizzare aree meno conosciute del Paese.Giulini ha dichiarato:

“Solo un percorso virtuoso e di qualità potrà portare il Veneto, e l’Italia, a offrire un’esperienza che sappia attrarre un pubblico diversificato.”

 

Visite guidate, eventi culturali e sinergie per un turismo sostenibile

Luciano Sandonà, Presidente della Commissione Consiglio Regionale del Veneto, ha ricordato come le ville venete palladiane siano un patrimonio unico che necessita di valorizzazione:

“Dobbiamo incentivare il circuito delle Ville Venete, che promuove un turismo di qualità e lontano dal sovraffollamento del turismo di massa.”

Infine, il contributo di Mafalda Ricca, Founder di VizitAR con sede a Porto (Portogallo), ha posto l’accento sul ruolo della realtà virtuale e aumentata per arricchire la visita. Secondo Ricca, queste tecnologie creano un viaggio immersivo nel passato, permettendo di rivivere l’esperienza storica in modo autentico.

 

Innovazione tecnologica e valorizzazione del patrimonio culturale

Il futuro delle dimore storiche italiane passa dunque attraverso una sinergia tra innovazione tecnologica e patrimonio storico, arricchendo l’esperienza di visita e mantenendo vivo il legame con il passato.

Le Dimore Storiche Italiane, grazie al contributo di istituzioni e aziende come Dotdotdot, VizitAR e Weble, rappresentano una punta di diamante nella sperimentazione digitale, con un occhio alla sostenibilità e alla valorizzazione territoriale. Il percorso tracciato durante il convegno di Venezia mostra come innovazione tecnologica e memoria storica possano convivere e aprire le porte a un futuro radicato nel nostro passato culturale.

Ha chiuso il convegno il Presidente Nazionale di ADSI, Giacomo di Thiene, che ha sottolineato come i beni culturali non siano delocalizzabili e di come costituiscano una fonte certa di occupazione e sviluppo sostenibile se adeguatamente sostenuti da una visione strategica a medio e lungo termine da parte di chi amministra i territori.

“È necessario individuare nuovi linguaggi, nuove forme di comunicazione per rendere attuale la nostra storia e da qui costruire un percorso di sviluppo futuro. Futuro che, come ben sappiamo, non può prescindere dalla nostra memoria, da ciò che eravamo”.


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